Il Festival, il nostro Festival Castel dei Mondi, è grande abbastanza da poter essere annoverato tra i più longevi d’italia; ma ancora giovanissimo per le energie che ha da sprigionare, per la forza attrattiva che lo ammanta di sperimentazione e di innovazione. Oggi come da sempre. È diventato maturo, nella fidelizzazione di un pubblico che lo attende, puntuale. Che lo segue con interesse e meraviglia. E foriero di curiosità, in ogni edizione. Punta alla ricerca di ciò che non è ovvio, tra linguaggi e proposte che sono figli di questi tempi in cui l’arte può essere chimera ma resta una certezza. Tra le più affascinanti. Perché attraverso essa, nelle sue poliedriche forme, si elevano le coscienze e crescono le Comunità, orientando al bello e alla meraviglia azioni che sono scelte e che si fanno costume.
Non un costume da finzione scenica. Ma l’abito di una società che si veste di stupore e che in essa, nell’arte medesima, vuole trovare l’antidoto più forte alla ovvietà e alla noia, alla rassegnazione e alla superficialità. Abbiamo pensato di affidare alla carta stampata, affascinante come la tua storia, scene e contributi dalla tua nascita all’attualità. E scorrendo immagini e girando pagine e leggendo passaggi, prende forma nella mente ciò che eri in chi ti ha generato, così come la tua evoluzione, la tua scommessa rigenerativa e la tua sana resilienza. I pochi e i tanti che ti hanno reso grande, solido e credibile, in qualche modo si ritrovano in questo racconto che emoziona e consolida una convinzione: sei risorsa. Tra le più potenti per questa terra. La potenza del tuo essere trasversale, del tuo indagare oltre l’immaginazione, oltre ciò che è già noto. Si, perché tu sei anche questo: scoperta continua, coraggiosa e ardua. Come il teatro, come la prosa, come i suoni, i colori, le armonie e le suggestioni che ti accompagnano, ieri come oggi.
Buon compleanno, caro nostro Festival. Ne spegneremo ancora di tue candeline, sapendoti compagno e approdo per chi cerca, per chi vive, per chi sogna. Andria è il tuo scrigno, le tue radici. La tua porta per il futuro.
Grazie a te per ciò che sei. Grazie a chi lavora per consegnarti alla longività, tu che sei patrimonio collettivo.
Buon cammino!

