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Descrizione
C’è odio.
Tutto scorre e passa quasi inosservato. Memoria corta e insani princìpi. Un sentimento intenso e persistente di profonda avversione: ostile, inflessibile, intollerante. Immaginare innumerevoli possibilità per danneggiare gli altri. Un’idea fredda, duratura, razionale, fondata sul pregiudizio, tesa a negare il diritto di esistere. C’è chi sostiene che sia la spinta necessaria per scacciare la sofferenza, ma sono solo punti di vista. In un’epoca di falsa inclusione, dove chiunque diviene nemico perché diverso, discriminare è comportamento comune e socialmente accettato. Viviamo in un mondo senza orizzonte di senso, nutriti da una bellezza facile da raccogliere. Siamo esseri disumani affetti da ignoranza inconsapevole, schiavi dello sfruttamento della credulità popolare. Superficiali, forse affetti da un deficit cognitivo emblematico. Coinvolti in un vortice di isteria diseducativa. Una collezione sesquipedale di “se” e di “ma” sarà radice di innumerevoli rimpianti. Dovremmo imparare a guardare le cose come se fosse la prima volta. Con stupore. Godere di quanta bellezza ci circondi. Provare a creare qualcosa che sia in grado di fermare il tempo. Trovare nutrimento in ciò che dà un senso alla vita. Attraverso l’arte essere cronisti dell’emozione. Invece tutto scivola via, come unto. Le parole assumono suoni e significati distorti, profondamente alterati. Come se gli unici “unti” fossimo noi, benedetti da un Dio indifferente. Come se il pensiero e la vita avessero ancora un valore. La realtà ci sfugge di mano, ma l’importante è che tutto fili liscio.
Liscio come l’odio.
CREDITS
Dario Agrimi
Chi organizza
