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| Prezzo | Gratis |
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Descrizione
In un futuro in cui la terra ha smesso di respirare, l’acqua è diventata leggenda e la speranza è un’eco lontana, sopravvive solo un piccolo ulivo. È “Hope”, l’ultimo segno di vita in un mondo che si è arreso. Due anime, Olivhood e Hole, si incontrano in questo paesaggio desolato: lui, guardiano della fonte segreta; lei, simbolo dell’umanità che non smette di desiderare, anche quando tutto è perduto. Attraverso le immagini poetiche disegnate dall’artista altamurano Giuseppe Miglionico e le visioni teatrali di Annamaria, Olivhood – È tutto morto intreccia realtà e mito, denuncia ambientale e fiaba distopica. È una riflessione sul prezzo della sopravvivenza, sulla scelta tra l’amore e la natura, sulla possibilità di rinascere come qualcosa di diverso da ciò che siamo. Con una regia che fonde documentario e performance, Annamaria Di Pinto dà voce a una storia sospesa tra memoria e futuro, dove la parola “fine” si trasforma in radice e le voci degli attivisti si elevano a monito: Pietro Pantaleo, Maria Giovanna Cortellino, Mariagrazia Cinquepalmi, Savino Montaruli, Ginevra, Michela Diviccaro e Michele Di Bari.
“L’umanità bussò all’ultima fonte.
Ma fu respinta.
Non per odio.
Non per vendetta.
Ma perché l’albero non conosce il compromesso.”
CREDITS
un film di Annamaria Di Pinto
una produzione indipendente de “il cielo di carta teatro”
Chi organizza
