XXV edizione Andria 27.08 ------------ 11.09.2021

Arma potente contro la paura e il dolore, l'arte e la cultura vanno rese accessibili a chi ne ha più bisogno: oggi per difenderci da un nemico terribile e insidioso, domani per tornare a fiorire. (dal rapporto "Art Consumption and Well-Being during the covid-19 pandemic"- Cluj Cultural Centre e Fondazione Bruno Kessler, in collaborazione con BOZAR Centre for Fine Arts e UGM Maribor Art Gallery)

La cultura è importante per il futuro della nostra democrazia, per i possibili risvolti economici, per il nostro benessere e per la nostra salute. "Con la morte e il disastro economico, il terzo inenarrabile danno dell'emergenza sanitaria che ci ha colpito è la deprivazione culturale (chiusura di cinema, teatri, sale da concerto) e il blocco della scuola e dell'università." (Perrelli). Siamo piombati in una fase di de-socializzazione. Il futuro si presenta arido e desolante. Le performing arts vivono invece per essere esperienze sociali Un festival è molto di più di spettacoli da seguire solo in streaming, deve essere anche un momento di crescita personale, di confronto, di esperienze, di aggregazione dentro e fuori gli spazi del festival. Il sistema teatrale è al collasso, relegato nei bassifondi delle priorità e degli investimenti pubblici, e questo oggi è sotto gli occhi di tutti. Il teatro come luogo fisico è l'unico territorio franco dell'immaginario dove tutti i pubblici, dagli adulti ai più giovani, si incontrano ognuno al di fuori dei propri ambienti di appartenenza, e dove tutti in egual modo si mettono in gioco. L'isolamento casalingo non ha dunque alcuna possibilità di sostituirsi a questa fondamentale funzione, né di generare la stessa potenza. Forse siamo a un punto di svolta. Il teatro si fa per passione o per soldi e potere. E chi lo fa per soldi e potere sa benissimo che la passione farà accettare ogni angheria e compromesso. In giro vi è troppo teatro compiaciuto, per usare un termine caro a Tyler Cowen, economista, il quale senza mezzi termini parla di un teatro che ha perso la capacità di scoprire cose nuove e impreviste perché in fondo "chi teme di perdere quel poco che si è conquistato ha cominciato a rifiutare le sfide rischiose, a trincerarsi dietro modeste certezze".

Il Castel dei Mondi è un luogo dove si sperimentano progetti di relazione coi territori e le comunità di riferimento nonché di partecipazione creativa degli spettatori; svolge un ruolo di scoperta, di rigenerazione e di nuova funzionalità di luoghi e spazi, dislocando le proposte artistiche in contesti imprevedibili che hanno creato traiettorie percorsi e narrazioni inedite di strade e piazze cittadine, svolgendo un’opera di contaminazione con musei, chiese abbandonate e palazzi storici; favorisce il dibattito culturale intorno alla creazione contemporanea, organizzando in modo continuativo incontri e discussioni intorno ai temi della produzione artistica.