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 cevo-pentola/
SUMMARY:Se volevo vivere sotto pressione nascevo pentola
DESCRIPTION:Orario spettacoli: 18:00\, 19:30\, 21:30 (massimo 20 spettatori
  a turno)\n\nL’adolescenza – racconta Camilla Parini – è quell’et
 à sulla soglia\, in bilico tra il chi ci dice che cosa dobbiamo fare e il
  cominciare a chiederci che cosa effettivamente vogliamo fare. Chi vogliam
 o essere? Con questo lavoro\, sviluppato con ragazze e ragazzi tra i 16 e 
 i 22 anni\, andiamo alla ricerca delle cose che al mondo volevamo dire\, n
 el tentativo di provare a misurare quel confine che ci separa dal mondo o 
 che al mondo ci unisce. Il nostro augurio è quello\, attraverso una risig
 nificazione degli sguardi\, di tornare a metterci in contatto con le tracc
 e della nostra adolescenza\, di quel luogo di confine tra l’essere e il 
 non essere\, tra il non essere più\, il non essere mai stati\, o il non e
 ssere ancora. Alla riscoperta di quella sensibilità\, di quella vulnerabi
 lità e di quel potenziale sovversivo e rivoluzionario che appartiene\, pe
 r natura\, all’età dell’adolescenza».\n\n&nbsp\;\n\nCREDITS\n\nFIT F
 estival Internazionale di Lugano-Progetrto triennale Sentieri Selvaggi (Sv
 izzera)\n\nconcetto\, regia\, guida\, testo di Camilla Parini\n\nassistent
 e Joséphine Bohr supporto drammaturgico Paola Tripoli\n\ncollaborazione a
 rtistica Simon Waldvogel / collettivo Treppenwitz\n\nresponsabile e coordi
 namento del progetto Katia Gandolfi\n\nvideo Fabio Bilardo grafica Arianna
  Bianconi\; foto Giulia Imperatori\n\nil progetto triennale Sentieri selva
 ggi è sostenuto da\n\nUFC Ufficio Federale della Cultura\, Stanley Thomas
  Johnson Stiftung\,\n\nCornelius Knüpffer Stiftung\, Fondazione Weak Ends
 \n\ncontributo annuale alla creazione artistica 2025 Cantone Ticino\,\n\nD
 ECS/Fondo Swisslos\n\nCon il sostegno di Fondazione Pro Helvetia\n\n&nbsp\
 ;\n\nSentieri selvaggi è il nuovo progetto triennale del FIT Festival\, 
  che nel 2025 ha dato la possibilitä a 14 giovani tra i 16 e i 22  anni 
 di essere protagonisti* di un processo di co-creazione.  Il percorso prev
 ede l’affiancamento di un*artista professionista\,\,  che ha avuto il r
 uolo di curatela/tutor/guida e quello che emerso dal lavoro condiviso è s
 tato trasformato in un’opera  artistica che è stata presentata in seno
  all’ edizione del FIT 2025. Il progetto dà alle giovani generazioni la
  possibilità di partecipare  lla vita culturale in maniera diretta\, con
 dividendo un percorso di  cambio\, confronto e ricerca grazie ad un’esp
 erienza di  reazione artistica. Il progetto sarà ripoposto anche nel 202
 6   2027 con\, ogni anno\, una figura artistica diversa. el 2025 l’art
 ista scelta è stata Camilla Parini\,   guida e performer di  Se volevo
  vivere sotto pressione nascevo pentola che ha debuttato al FIT Festival 2
 025.
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SUMMARY:Liscio come l'odio - INSTALLAZIONE
DESCRIPTION:C’è odio.\n\nTutto scorre e passa quasi inosservato. Memoria
  corta e insani princìpi.  Un sentimento intenso e persistente di profon
 da avversione: ostile\, inflessibile\, intollerante. Immaginare innumerevo
 li possibilità per danneggiare gli altri.  Un’idea fredda\, duratura\,
  razionale\, fondata sul pregiudizio\, tesa a negare il diritto di esister
 e. C’è chi sostiene che sia la spinta necessaria per scacciare la soffe
 renza\, ma sono solo punti di vista. In un'epoca di falsa inclusione\, dov
 e chiunque diviene nemico perché diverso\, discriminare è comportamento 
 comune e socialmente accettato. Viviamo in un mondo senza orizzonte di sen
 so\, nutriti da una bellezza facile da raccogliere.  Siamo esseri disuman
 i affetti da ignoranza inconsapevole\, schiavi dello sfruttamento della cr
 edulità popolare. Superficiali\, forse affetti da un deficit cognitivo em
 blematico. Coinvolti in un vortice di isteria diseducativa. Una collezione
  sesquipedale di “se” e di “ma” sarà radice di innumerevoli rimpi
 anti. Dovremmo imparare a guardare le cose come se fosse la prima volta. C
 on stupore. Godere di quanta bellezza ci circondi.  Provare a creare qual
 cosa che sia in grado di fermare il tempo.  Trovare nutrimento in ciò ch
 e dà un senso alla vita.  Attraverso l’arte essere cronisti dell’emo
 zione. Invece tutto scivola via\, come unto. Le parole assumono suoni e si
 gnificati distorti\, profondamente alterati. Come se gli unici “unti” 
 fossimo noi\, benedetti da un Dio indifferente. Come se il pensiero e la v
 ita avessero ancora un valore. La realtà ci sfugge di mano\, ma l’impor
 tante è che tutto fili liscio.\n\nLiscio come l’odio.\n\n&nbsp\;\n\nCRE
 DITS\n\nDario Agrimi
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SUMMARY:1.5.15 Affetti Collaterali
DESCRIPTION:Per chi acquista il biglietto\, la serata avrà inizio alle ore
  20:00 con la visita al nuovo spazio multimediale "Duende"\, un piccolo ri
 nfresco di benvenuto e musica live a cura di Livio Bartolo\, per poter app
 rezzare a pieno tutte le potenzialità della location che per la prima vol
 ta aprirà le sue porte al pubblico ed accoglierà il Festival.\n\nAffetti
  collaterali è un lavoro incentrato sulla controversa figura di Fritz Hab
 er\, premio Nobel per la chimica nel 1918\, sua moglie Clara Immerwahr\, p
 rima donna laureata in chimica all’università  di Breslavia\, e il fig
 lio Hermann\, testimone del loro burrascoso rapporto creativo e profession
 ale\, ma anche erede dei fantasmi di famiglia\, delle conseguenze di scelt
 e personali e decisioni etiche e scientifiche\, che ricadono sul suo desti
 no come gli effetti collaterali delle armi chimiche sul corpo umano\, anco
 ra forti a distanza di tempo. Grazie alle sue ricerche e a quelle di Clara
 \, Fritz fu infatti a capo  del reparto dell’esercito tedesco incaricat
 o di sperimentare l’uso di derivati del cloro a fini bellici\, utilizzat
 i per la prima volta contro l’esercito francese a Ypres nel 1915. Ed è 
 sempre Fritz Haber\, di origine ebrea\, l’inventore dello Zyklon B\, cre
 ato per disinfestare campi e caserme\, e poi utilizzato per la soluzione f
 inale ad Auschwitz\, per l’eliminazione  fisica dei detenuti nei campi 
 di concentramento durante la seconda guerra mondiale.\n\nBiglietti su: Vi
 vaticket\n\nCREDITS\n\nCompagnia del Sole con la collaborazione del Dipart
 imento di Chimica dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”\n
 \ndi Roberto Scarpetti\n\ncon Stella Addario\, Flavio Albanese\, Luigi Mor
 etti\n\nregia Marinella Anaclerio\n\nscena Francesco Arrivo\;  costumi St
 efania Cempini\; disegno luci Cristian Allegrini\n\nassistente alla regia 
 Veronica Monti\; assistente Michele Bellino\n\nrealizzazione scena Domenic
 o Pirozzi\; realizzazione costumi Angela Gassi sound\n\ndesigner Giovanni 
 Chiapparino
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CATEGORIES:Teatro
LOCATION:Spazio Duende (via Trani\, km 2)\, Via Trani\, km 2\, Andria\, BT\
 , 76123\, Puglia\, Italia
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  BT\, 76123\, Puglia\, Italia;X-APPLE-RADIUS=100;X-TITLE=Spazio Duende (vi
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SUMMARY:Milite Ignoto
DESCRIPTION:[Proiezione di 10 minuti in loop]\n\nIl 4 novembre 1921\, l’I
 talia scelse di dare un nome simbolico a chi un nome non l’aveva più: u
 n soldato sconosciuto\, caduto durante la Prima Guerra Mondiale.\n\nErano 
 migliaia i giovani scomparsi senza una tomba\, senza una lettera di addio\
 , senza una croce che dicesse ai loro cari: “ Quì riposa tuo figlio\, t
 uo fratello\, tuo padre” . Per rappresentare tutti loro\, furono recuper
 ati undici corpi di soldati non identificati dai vari campi di battaglia d
 el fronte italiano. Furono portati ad Aquileia\, e lì\, davanti alle madr
 i che avevano perso i propri figli\, una di loro ‒ Maria Bergamas\, madr
 e di un soldato disperso ‒ fu chiamata a scegliere.\n\nMaria si inginocc
 hiò davanti a una delle undici bare e\, con un gesto silenzioso\, indicò
  quella che divenne il Milite Ignoto. Quel soldato fu trasportato a Roma\,
  accolto da una folla immensa\, e deposto il 4 novembre 1921 all’ Altare
  della Patria\, al Vittoriano. Da allora\, riposa lì: sotto una lastra di
  marmo\, vegliato da una fiamma che non si spegne mai.\n\nIl Milite Ignoto
  non rappresenta soltanto un soldato caduto in battaglia. È il simbolo di
  tutti coloro che sono partiti senza tornare\, di chi è morto senza nome\
 , di chi ha sacrificato la vita ‒ spesso senza scelta ‒ per una idea\,
  per una bandiera\, per la speranza di un futuro migliore. Oggi\, davanti 
 a quella tomba\, non c’ è un nome\, ma c’ è ogni nome. È un invito 
 a ricordare\, a riflettere sul prezzo della guerra e sul valore della pace
 .\n\nAscoltiamo la sua voce. Non quella di un eroe\, ma quella di un ragaz
 zo\, uno dei tanti che la storia ha lasciato in silenzio.\n\n&nbsp\;\n\nCR
 EDITS\n\nI Sèriomici\n\nInstallazione a cura di Antonio Memeo
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SUMMARY:Senza  fine
DESCRIPTION:Senza fine è un monologo teatrale che attraversa la vita e l
 ’opera di Gino Paoli intrecciando parola recitata e canzoni\, memoria pr
 ivata e immaginario collettivo. Non un ritratto celebrativo\, ma il raccon
 to di un uomo libero\, fragile e profondamente contraddittorio\, che ha fa
 tto della canzone un modo per abitare il tempo\, l’amore e l’errore. L
 a scena è essenziale. Una voce sola\, quella di Agata Paradiso – attric
 e e cantante per la quale questo testo è stato sin dal primo istante pens
 ato e “vissuto” – ripercorre le origini genovesi\, la povertà come 
 maestra\, l’amore che trasfigura\, il successo che brucia come sale sull
 a pelle\, la caduta\, la sopravvivenza\, il disincanto. Le canzoni – da 
 La gatta a Il cielo in una stanza\, da Sapore di sale a Senza fine – non
  interrompono il racconto: ne sono il naturale prolungamento emotivo\, il 
 punto in cui la parola non basta più. Al centro non c’è il mito\, ma l
 ’uomo. Un uomo che non chiede assoluzioni\, che non offre risposte defin
 itive\, che accetta la propria incoerenza come segno di movimento e di vit
 a. La libertà non è esibita come virtù\, ma riconosciuta come condizion
 e esigente\; la fragilità non è una colpa\, ma una fessura da cui passa 
 la luce. Lo spettacolo si chiude come un gesto di consegna: Ti lascio una 
 canzone non è un addio solenne\, ma un testamento laico e discreto. Perch
 é ciò che resta\, alla fine\, non è una verità da difendere\, ma una v
 oce capace di fare compagnia.\n\nBiglietti su: Vivaticket\n\nCREDITS\n\nRe
 gia e drammaturgia Paolo Farina\, Voce recitante Agata Paradiso\, pianofor
 te Riccardo D'Avanzo
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LOCATION:Centro di Aggregazione Fornaci\, \, Italia
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SUMMARY:BIRAKOLORE
DESCRIPTION:Basile e Valeria\, due anziani\, hanno deciso di passare all'az
 ione. Hanno recuperato dalla loro soffitta un vecchio carretto\, un annaff
 iatoio e degli attrezzi per portare a termine la loro iniziativa: piantare
  alberi e piante nelle strade delle città. In “Birakolore”\, il pubbl
 ico è guidato da una coppia di anziani provenienti dalla campagna\, che a
 ssistono alla riscoperta della natura che fiorisce nelle crepe del cemento
  e dell'asfalto. Le sensazioni e i colori\, che cambiano la percezione del
  nostro ambiente\, si susseguono. Da quel momento\, il pubblico si immerge
  nei ricordi di una vita prima del cemento\, una vita in cui regna la magi
 a della Natura\, quella dei semi\, degli alberi\, dei fiori. Una vita in c
 ui la ricchezza della Natura è sufficiente per vivere\, piantare\, curare
 \, portare. Lo spettacolo ci ricorda l'esistenza e l'importanza delle cose
  semplici\, che ci portano alla verità\, e quella della poesia\,.Questa e
 sperienza invita il pubblico a sorridere\, condividere e riconnettersi con
  le proprie radici\, i propri ricordi e proiettarsi in un futuro ancora in
 certo. Questa coppia di anziani riconosce l'importanza dei fiori\, degli a
 lberi\, dei semi\, che meritano tutta la nostra attenzione e considerazion
 e. L'incontro intergenerazionale diventa un fertilizzante\, un momento che
  ci invita a sognare e ad accarezzare i cuori\, a volare verso un luogo do
 ve regnano la tenerezza e la saggezza dell'esperienza.\n\nPunto di partenz
 a ore 18:30 Piazza Catuma\n\n&nbsp\;\n\nCREDITS\n\nZurrunka Teatro &amp\; 
 LaSemillavoladora (Spagna/Paesi Baschi)\n\nPerformer : Eñaut Gorbea Lpz d
 e Uralde and Amaia Garrosa Martín\n\nIdeazione: Eñaut Gorbea Lpz de Ural
 de\, Lucille García and Amaia Garrosa Martín\n\nPuppets: Eñaut Gorbea L
 pz de Uralde\n\nProduzione: Zurrunka Teatro &amp\; La Semilla Voladora\n\n
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SUMMARY:FARINELLI. La voce che resta
DESCRIPTION:"Onori\, grandezze\, ombre ne tengo assai." \nFarinelli al cont
 e Sicinio Pepoli\nCarlo Broschi\, detto Farinelli\, nato ad Andria\, è st
 ato uno dei più celebri castrati e una delle voci più amate d'Europa. Un
 a vera pop star del Settecento: i teatri se lo contendevano\, le dame grid
 avano il suo nome\, un re è guarito dalla depressione ascoltandolo cantar
 e. Ma dietro il nome d'arte c'è un uomo e nella narrazione del successo\,
  come spesso accade\, l'uomo viene dimenticato.\nFarinelli - La voce che r
 esta è un'opera immersiva che per una sera invita il pubblico a un concer
 to esclusivo: Farinelli\, all'apice della fama\, torna in scena per cantar
 e e raccontarsi. Ma non è una sera come le altre. È la notte in cui il p
 ersonaggio e l'uomo si incontrano.\nTra arie del grande repertorio barocco
  che dialogano con live electronics\, scrittura contemporanea e video imme
 rsivi\, la sua vicenda mette a nudo lo sguardo degli altri che giudica e c
 onsacra\, la solitudine dietro il successo\, il bisogno di essere amati ol
 tre il talento.\nE sembra chiederci se il Settecento\, che applaudiva la p
 erfezione senza vederne il prezzo\, non sia poi così lontano da noi.\n&nb
 sp\;\n\nCREDITS\n\nUn progetto di Marialuisa Bafunno\n\nCon Nicolò Balduc
 ci nel ruolo di Farinelli\n\nRegia\, drammaturgia e scenografia: Marialuis
 a Bafunno\n\nDirezione musicale e clavicembalo: il Baskerville \n\nViolin
 o: Ninni Visaggi\n\n\nVioloncello: Federica Del Gaudio\n\nSound design\, s
 oundscape\, live electronics: Giacomo Campi e iI Baskerville \n\nCostumi:
  Donato Didonna\n\nLuci: Gianni Bertoli\n\nAssistenza alla regia e alla dr
 ammaturgia: Gaia Barco\n\nStagista assistente alla scenografia: Sofia Lope
 rfido\n\nCon la voce di Sandro Cappelletto\n\nFarinelli bambino: Edu Gugli
 elmi\n\nSi ringrazia Elisa Barucchieri della compagnia ResExtensa\n\nProdo
 tto dal Festival Castel dei Mondi\n\n&nbsp\;\n\nMarialuisa Bafunno è una 
 regista d'opera andriese dall'approccio simbolico e interdisciplinare. Ini
 zia il suo percorso al Teatro alla Scala e debutta nella regia nel 2022 co
 n Cavalleria Rusticana. Con La Bohème vince il Concorso di Regia di Opera
 Lombardia\, in scena nei principali teatri lombardi e al Teatro Regio di P
 arma. Premiata all'European Opera-directing Prize alla Royal Danish Opera\
 , affianca al repertorio lirico progetti immersivi e site-specific che coi
 nvolgono il pubblico in prima persona\, tra opera\, arti visive e installa
 zione.\n\nNicolò Balducci è tra i giovani controtenori più affermati su
 lla scena internazionale: Gramophone ne loda il timbro cristallino e la co
 loratura\, Opera Wire la gioia e la libertà espressive. Primo Premio ai c
 oncorsi Renata Tebaldi 2022 e Niccolò Piccinni 2021\, semifinalista a Ope
 ralia 2023\, canta al Teatro Petruzzelli di Bari\, alla Reggia di Versaill
 es\, all'Oper Köln\, al Palau de les Arts di Valencia e alle Innsbrucker 
 Festwochen\, con direttori come Leonardo García Alarcón. Incide in esclu
 siva per BIS Records: tra i suoi album\, Castrapolis e Amore Dolore.
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CATEGORIES:Prima nazionale
LOCATION:Palazzo Ducale\, \, Italia
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 ulla-seconda-stanza/
SUMMARY:EDIPO. CORPO DI SFINGE. IL PAESE DEL NULLA. Seconda stanza.
DESCRIPTION:Il processo creativo suggerito da Vettor Pisani in questa parti
 colare visione del mito di Edipo\, comprende un meccanismo essenziale di a
 scolto e di produzione del suono vocalico\, "oggetto" primigenio di contat
 to dell'essere umano con la propria anima. L'alchimia in questione risiede
 rà\, dunque\, nel suono delle parole. \n\nIl Workshop è destinato a per
 former\, danzatori\, musicisti\, cantanti\, registi\, attori italiani e st
 ranieri (la conduzione sarà multilingue). Il workshop è aperto anche a a
 llievi attori con esperienza anche saltuaria e non approfondita ma sentita
  e partecipata nell’arte drammatica. Alla fine del percorso è prevista 
 una apertura del lavoro al pubblico prevista per Domenica 6 Settembre 2026
  con due repliche: una alle 20.00 e una alle 21.15. Il workshop è a numer
 o chiuso. Ai partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione
 .\n\nTicket su: Vivaticket\n\n&nbsp\;\n\nCREDITS\n\nTeatro delle Bambole 
 / Festival Castel dei Mondi\n\nWorkshop sulle arti performative (BODY-ART-
 SOUND) dal 3 al 5 settembre\n\ncondotto da Andrea Cramarossa.\n\nTesto di 
 riferimento: “Edipo Borderline” di Vettor Pisani.
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CATEGORIES:Lab,Teatro
LOCATION:Centro di Aggregazione Fornaci\, \, Italia
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 ottosuono-band/
SUMMARY:Concerto tributo a Daniela D'Ercole - Sottosuono Band
DESCRIPTION:Un concerto per ricordare Daniela D’Ercole attraverso le canz
 oni\, le parole e le emozioni che hanno accompagnato il suo percorso artis
 tico e umano.\nLa Sottosuono Band porta sul palco un omaggio sincero e app
 assionato a una voce capace di lasciare un segno\, ripercorrendone il repe
 rtorio e restituendone l’energia attraverso nuovi arrangiamenti e interp
 retazioni corali.\nNon una semplice celebrazione\, ma un incontro tra memo
 ria e musica: un modo per tenere viva una presenza attraverso quelle canzo
 ni che continuano a parlare\, a emozionare e a creare connessioni.\nUn con
 certo che nasce dal desiderio di ricordare Daniela non soltanto per ciò c
 he ha fatto\, ma per ciò che ha lasciato negli altri: una traccia che la 
 musica può ancora trasformare in suono\, condivisione e vita.
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LOCATION:Officina San Domenico\, \, Italia
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 libro-sui-30-anni-di-castel-dei-mondi/
SUMMARY:"Oltre i trent'anni". Presentazione del libro sui 30 anni di Castel
  dei Mondi
DESCRIPTION:A trent’anni dalla nascita del Festival Internazionale di And
 ria Castel dei Mondi\, il libro “Oltre i trent’anni. Vita\, futuro e d
 estino di un festival” raccoglie e restituisce una parte significativa d
 ella storia della manifestazione: programmi\, materiali\, testimonianze e 
 documenti che attraversano tre decenni di vita culturale della città\, da
 l 1997 al 2026.\nLa presentazione del volume sarà l’occasione per riper
 correre le origini e le trasformazioni del Festival\, rileggendone le scel
 te artistiche\, le esperienze e le relazioni che ne hanno costruito nel te
 mpo l’identità. Un racconto che parte dalla memoria\, ma che guarda nec
 essariamente al futuro: che cosa significa oggi avere un festival che da t
 rent’anni mette in relazione linguaggi\, artisti\, generazioni e mondi d
 iversi? Quale ruolo può continuare ad avere nella vita culturale della ci
 ttà e del territorio? E quale destino può immaginare per i prossimi tren
 t’anni?\nA discuterne\, insieme agli autori della pubblicazione\, sarann
 o Toni Matarrelli\, Presidente del Consiglio Regionale della Puglia\, Mimm
 a Gattulli\, Segretario Generale del Consiglio Regionale della Puglia\, Gi
 ovanna Bruno\, Sindaco di Andria\, Riccardo Carbutti\, Direttore Artistico
 \, Francesco Fisfola\, Direttore di Produzione\, e gli autori della pubbli
 cazione\, in un incontro che intreccia memoria istituzionale\, testimonian
 ze e prospettive future.\nUn appuntamento per sfogliare trent’anni di Fe
 stival\, riconoscere le tracce lasciate da questa esperienza e interrogars
 i su ciò che ancora può nascere. Perché raccontare la storia di un fest
 ival significa\, in fondo\, chiedersi quale futuro vogliamo costruire per 
 la cultura e per la città che lo ha visto nascere.
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 i-de-i-sacchi-di-sabbia/
SUMMARY:Più verve non serve – I primi trent'anni de I Sacchi di Sabbia
DESCRIPTION:Nel 2025 la compagnia “I Sacchi di Sabbia” ha compiuto tren
 t'anni: il documentario\, ripercorre questi decenni vissuti artisticamente
  tra maldestre sperimentazioni e (dis)gusto dell'intrattenimento\, attrave
 rso testimonianze\, interviste e materiali di archivio. Nati a Pisa nel 19
 95\, nel panorama della scena teatrale italiana si distinguono per la capa
 cità di far incontrare tradizione popolare e ricerca culturale spingendos
 i di volta in volta nell'esplorazione creativa di terreni diversi\, dalla 
 letteratura al cinema (Sandokan o la fine dell'Avventura e Tràgos)\, dal 
 fumetto all'opera lirica (Essedice e Don Giovanni di Mozart).  Hanno rice
 vuto un Premio Ubu Speciale\, il Premio Nazionale della Critica\, il Premi
 o Eolo. Nel 2016 Goffredo Fofi\, al quale è dedicato il “Più Verve non
  Serve”\, gli assegna il Premio Lo Straniero per la loro attività.\n\n&
 nbsp\;\n\nCREDITS\n\nRai 5 - Aloch film – I Sacchi di Sabbia in collabor
 azione con Armunia – Compagnia Lombardi-Tiezza – con il sostegno di MI
 C e Regione Toscana\n\nregia di Davide Barbafiera\, protagonisti “I Sacc
 hi di Sabbia” con Davide Barbafiera\, Ico Gattai\, Paolo Giommarelli.
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 elo-2a-edizione-2026/
SUMMARY:Presentazione Premio “Alessandro D'Angelo” - 2a edizione 2026
DESCRIPTION:La direzione  del Festival e l' amministrazione comunale della
  Città di Andria istituiscono dal 2025  un Premio per la migliore tesi d
 i Laurea Magistrale  sul tema "Strategie e pratiche di innovazione nel ma
 nagement delle Imprese Culturali e Creative".\n\nIl Premio è dedicato all
 a memoria del Dott. Alessandro D'Angelo\, prematuramente scomparso\, funzi
 onario del Comune di Andria\, già direttore organizzativo del Festival da
 l 2008. Istituendo questo premio annuale non vogliamo solo onorare la memo
 ria di Alessandro D'Angelo\, ma vogliamo dare un piccolo segnale di fiduci
 a verso tutti quei giovani che intendono impegnarsi professionalmente in u
 n segmento importante e fondamentale del sistema produttivo del nostro Pae
 se.\n\nIl vincitore del premio destinato alla migliore tesi di laurea magi
 strale anno accademico 2025 riceve un premio in denaro di € 3.500\,00.\n
 \n&nbsp\;\n\nCREDITS\n\nFestival Internazionale di Andria Castel dei Mondi
  in collaborazione con il Dipartimento di Economia e Finanza / Laboratorio
  Innovazione e Impresa dell'Università di Bari “Aldo Moro”/ Fondazion
 e Jannuzzi
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SUMMARY:OLIVHOOD - E' TUTTO MORTO (RINVIATO!)
DESCRIPTION:L'EVENTO è RIMANDATO A CAUSA DI PROBLEMI TECNICI A DATA DA DES
 TINARSI\n\nIn un futuro in cui la terra ha smesso di respirare\, l’acqua
  è diventata leggenda e la speranza è un’eco lontana\, sopravvive solo
  un piccolo ulivo. È “Hope”\, l’ultimo segno di vita in un mondo ch
 e si è arreso. Due anime\, Olivhood e Hole\, si incontrano in questo paes
 aggio desolato: lui\, guardiano della fonte segreta\; lei\, simbolo dell
 ’umanità che non smette di desiderare\, anche quando tutto è perduto. 
 Attraverso le immagini poetiche disegnate dall’artista altamurano Giusep
 pe Miglionico e le visioni teatrali di Annamaria\, Olivhood – È tutto m
 orto intreccia realtà e mito\, denuncia ambientale e fiaba distopica. È 
 una riflessione sul prezzo della sopravvivenza\, sulla scelta tra l’amor
 e e la natura\, sulla possibilità di rinascere come qualcosa di diverso d
 a ciò che siamo. Con una regia che fonde documentario e performance\, Ann
 amaria Di Pinto dà voce a una storia sospesa tra memoria e futuro\, dove 
 la parola “fine” si trasforma in radice e le voci degli attivisti si e
 levano a monito: Pietro Pantaleo\, Maria Giovanna Cortellino\, Mariagrazia
  Cinquepalmi\, Savino Montaruli\, Ginevra\, Michela Diviccaro e Michele Di
  Bari.\n\n“L’umanità bussò all’ultima fonte.\nMa fu respinta.\nNon
  per odio.\nNon per vendetta.\nMa perché l’albero non conosce il compro
 messo.”\n\n&nbsp\;\n\nCREDITS\n\nun film di Annamaria Di Pinto\nuna prod
 uzione indipendente de “il cielo di carta teatro”
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SUMMARY:Mr. Train
DESCRIPTION:Mr. Train parla della relazione tra un cane vagabondo  e un ve
 cchio solitario\, un po’ cupo e irascibile\, che vive  in una stazione 
 ferroviaria dove non si ferma nessun  treno. Inizialmente l'uomo non vuol
 e sapere nulla del  cane\, ma l’animale\, inspiegabilmente\, si affezio
 na al  vecchio\, facendolo diventare il suo oggetto d’affetto. Mr. Trai
 n si ispira al racconto "Il cane blu" del poeta e  sceneggiatore italiano
  Tonino Guerra. È una favola  poetica che parla della solitudine. Uno sp
 ettacolo  senza parole che unisce il teatro dei burattini e il  cinema d
 'animazione. Un ibrido tra teatro e cinema.\n\n&nbsp\;\n\nCREDITS\n\nTruki
 trek Puppet Company (Spagna)\n\nRegia Josep Piris\;\n\nAttori / Burattinai
  Kiko Lozano  Magda Mañé  Lu Pulici\n\n&nbsp\;\n\nLa compagnia si è s
 pecializzata nella produzione di  spettacoli che combinano teatro gestual
 e con il mondo dei burattini. Il teatro gestuale offre una sorta  di umor
 ismo universale basato sull'interpretazione degli attori\, mentre i buratt
 ini portano ricchezza e  dinamismo alla storia di ogni spettacolo. Per qu
 anto riguarda i pupazzi\, la compagnia ha uno  stile libero e ha lavorato
  con diverse tecniche: dalle  classiche marionette ai burattini di manipo
 lazione  diretta. Ma lo stile che la caratterizza è l’humanette\, in 
  cui i personaggi sono metà pupazzi e metà umani. Gli spettacoli della c
 ompagnia propongono una messa  in scena comica e senza parole\, in cui pu
 pazzi\, poesia  e musica sono tre elementi costanti al servizio degli att
 ori. La mimica come linguaggio universale e l'originalità  delle propost
 e sceniche hanno portato la compagnia in numerosi tour internazionali. Tru
 kitrek si è esibita in  oltre 32 nazioni dell’Europa\, Asia e America 
 Latina.
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 o-teatro-in-miniatura/
SUMMARY:The Sinner ovvero chi è senza peccato... (Teatro in miniatura)
DESCRIPTION:Orari spettacoli: 17:00\, 19:00\, 21:00\, 23:00 (10 minuti a tu
 rno per 3 spettatori alla volta)]\n\nThe Sinner ovvero Chi è senza peccat
 o...: teatro di figura per marionette in miniatura (Lambè Lambe).  un va
 udeville malizioso\, intimo e suggestivo. The Sinner è una commedia intim
 a\, per tre spettatori che spiano attraverso un confessionale le fantasie 
 e le contraddizioni dell'erotismo del peccato. Mescolando erotismo\, voyeu
 rismo e tanto umorismo\, Madame Paulette invita il pubblico a uno spettaco
 lo giocoso e provocatorio in cui vengono esplorati i confini del desiderio
 .\n\nATTENZIONE: spettacolo riservato a un pubblico adulto.\n\nCREDITS\n\n
 Paulette San Martin – Spagna\n\nRegia e Drammaturgia: Sergio Pons\nBurat
 tinaio: Paulette San Martín\nBurattini: Marti Doy\nScenografie: Eudald Fe
 rré e Marti Doy\nVoce:Dora Cantero\nMusica: Joan Gorro\nLuci:Sergio Pons\
 nCostumi: Paulette San Martín\n\n&nbsp\;\n\nPaulette San Martin è entrat
 a nel mondo del teatro di marionette nel 2001\, ispirata da Mariona Masgra
 u\, con la quale ha costruito la sua prima marionetta. In seguito ha scope
 rto il laboratorio di marionette di Pepé Otal e le marionette di Herta Fr
 ankel\, con la quale ha lavorato al Marionetarium di Barcellona per 4 anni
 .Dal 2012 lavora con la sua compagnia di marionette "Zipit company"\, crea
 ndo spettacoli per tutti i tipi di pubblico e esibendosi in vari festival
  internazionali (tra cui Francia\, Israele\, Polonia\, Messico\, Turchia 
 e Romania).
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 cevo-pentola-2/
SUMMARY:Se volevo vivere sotto pressione nascevo pentola
DESCRIPTION:[Spettacoli alle 18:00\, alle 19:30 e alle 21:30\, massimo 20 s
 pettatori a turno]\n\nL’adolescenza – racconta Camilla Parini – è q
 uell’età sulla soglia\, in bilico tra il chi ci dice che cosa dobbiamo 
 fare e il cominciare a chiederci che cosa effettivamente vogliamo fare. Ch
 i vogliamo essere? Con questo lavoro\, sviluppato con ragazze e ragazzi tr
 a i 16 e i 22 anni\, andiamo alla ricerca delle cose che al mondo volevamo
  dire\, nel tentativo di provare a misurare quel confine che ci separa dal
  mondo o che al mondo ci unisce. Il nostro augurio è quello\, attraverso 
 una risignificazione degli sguardi\, di tornare a metterci in contatto con
  le tracce della nostra adolescenza\, di quel luogo di confine tra l’ess
 ere e il non essere\, tra il non essere più\, il non essere mai stati\, o
  il non essere ancora. Alla riscoperta di quella sensibilità\, di quella 
 vulnerabilità e di quel potenziale sovversivo e rivoluzionario che appart
 iene\, per natura\, all’età dell’adolescenza».\n\nBiglietti su: Viv
 aticket\n\nCREDITS\n\nFIT Festival Internazionale di Lugano-Progetrto trie
 nnale Sentieri Selvaggi (Svizzera)\n\nconcetto\, regia\, guida\, testo di 
 Camilla Parini\n\nassistente Joséphine Bohr supporto drammaturgico Paola 
 Tripoli\n\ncollaborazione artistica Simon Waldvogel / collettivo Treppenwi
 tz\n\nresponsabile e coordinamento del progetto Katia Gandolfi\n\nvideo Fa
 bio Bilardo grafica Arianna Bianconi\; foto Giulia Imperatori\n\nil proget
 to triennale Sentieri selvaggi è sostenuto da\n\nUFC Ufficio Federale del
 la Cultura\, Stanley Thomas Johnson Stiftung\,\n\nCornelius Knüpffer Stif
 tung\, Fondazione Weak Ends\n\ncontributo annuale alla creazione artistica
  2025 Cantone Ticino\,\n\nDECS/Fondo Swisslos\n\n&nbsp\;\n\nSentieri selva
 ggi è il nuovo progetto triennale del FIT Festival\,  che nel 2025 ha da
 to la possibilitä a 14 giovani tra i 16 e i 22  anni di essere protagoni
 sti* di un processo di co-creazione.  Il percorso prevede l’affiancamen
 to di un*artista professionista\,\,  che ha avuto il ruolo di curatela/tu
 tor/guida e quello che emerso dal lavoro condiviso è stato trasformato in
  un’opera  artistica che è stata presentata in seno all’ edizione de
 l FIT 2025. Il progetto dà alle giovani generazioni la possibilità di pa
 rtecipare  lla vita culturale in maniera diretta\, condividendo un percor
 so di  cambio\, confronto e ricerca grazie ad un’esperienza di  reazio
 ne artistica. Il progetto sarà ripoposto anche nel 2026   2027 con\, og
 ni anno\, una figura artistica diversa. el 2025 l’artista scelta è stat
 a Camilla Parini\,   guida e performer di  Se volevo vivere sotto press
 ione nascevo pentola che ha debuttato al FIT Festival 2025.
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CATEGORIES:Prima regionale
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 alto/
SUMMARY:Giulietta e Romeo – stai leggero nel salto
DESCRIPTION:Uno straordinario concerto-spettacolo che attraversa le intensi
 ssime scene in cui Romeo e Giulietta sono insieme. Solo loro due. Roberto 
 Latini\, pluripremiato attore\, autore e regista Premio Ubu\, dà vita a c
 inque quadri di una suite musicale rock\, che mescola Shakespeare al canto
  e alla musica dal vivo.\n\nRoberto Latini\, pluripremiato attore\, autore
  e regista più volte Premio Ubu\, dà vita a Cinque quadri\, cinque movi
 menti come in una suite musicale. Una riscrittura intima\, asciutta e mu
 sicale che fa risuonare la tragedia come la storia dell’occasione manca
 ta\, dell’amore che avrebbe potuto essere.\n\nRomeo e Giulietta portano
  con sé la nostalgia di un futuro mai vissuto\, il rimpianto di ciò che 
 resta solo immaginato. La loro storia ci somiglia\, perché parla di noi: 
 del tempo che passa\, dei desideri lasciati indietro\, delle possibilità 
 non colte.\n\nUno spettacolo teatrale che diventa un inno alla bellezza
  fragile dell’amore\, alla sua capacità di toccarci anche nel disincant
 o\, alla leggerezza necessaria per crederci ancora. Una riscrittura conte
 mporanea di Shakespeare\, tra parola e musica\, emozione e memoria.\n\nBig
 lietti su: Vivaticket \n\nCREDITS\n\nCompagnia Lombardi- Tiezzi\n\ndramm
 aturgia e regia Roberto Latini\ncon Roberto Latini e Federica Carra\nmus
 iche e suono Gianluca Misiti\nluci e direzione tecnica Max Mugnai\ncostu
 mi Daria Latini\nvideo Collettivo Treppenwitz\nda L’amore ist nicht u
 ne chose for everybody (loving kills)\nproduzione Compagnia Lombardi-Tiez
 zi \n\nFoto Simone Galli – Gabriele Acerboni\n\n&nbsp\;\n\nRoberto Lat
 ini\, attore\, autore\, regista\, si è formato a Roma presso Il Mulino 
 di Fiora\, Studio di Recitazione e di ricerca teatrale diretto da Perla Pe
 ragallo\, diplomandosi nel 1992. Fondatore negli anni delle compagnie Teat
 ro Es\, Clessidra Treatro\, è il fondatore di Fortebraccio Teatro\, comp
 agnia riconosciuta dal Ministero per i Beni e le Attività culturali dal 
 1999 al 2018.\n\nPremio Le maschere del teatro italiano 2020\n\nPremio Ubu
  miglior attore 2017\n\nSound of MESS Award 2016 (Internacionalni teatarsk
 i festival MESS – Sarajevo)
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CATEGORIES:Teatro
LOCATION:Auditorium Mons. Di Donna\, via Aurelio Saliceti\, Andria\, 
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SUMMARY:Symphony Natura (installazione sonora)
DESCRIPTION:Nel 1985\, il compositore e artista Fluxus danese Henning Chris
 tiansen realizzò Symphony Natura Op. 170\, un’installazione sonora pens
 ata per il Giardino Zoologico di Roma. Registrate le voci degli animali al
 l’alba prima dell’apertura\, Christiansen\, assieme al collaboratore L
 orenzo Mammi\, filosofo e musicologo\, rielaborò quei nastri in un collag
 e acustico che intrecciava voci animali\, suoni elettronici e riverberi.\n
 \nL’opera trasformava lo zoo di Villa Borghese in uno spazio musicale e 
 gli animali in presenze attive della composizione.\n\nOtto altoparlanti\, 
 distribuiti nel parco attorno al lago centrale\, restituivano la composizi
 one nello stesso ambiente da cui le registrazioni provenivano. Di fronte a
 i suoni diffusi nel parco\, gli animali si sono mossi all'ascolto\, talvol
 ta rispondendo con i propri versi e trasformando l'evento in un'improvvisa
 zione collettiva. L'ambiente si è reso così una cassa di risonanza a cie
 lo aperto\, sfumando il confine tra composizione e ascolto.\n\nAl Festival
  Castel dei Mondi\, l’installazione sarà riattivata nell’ambito della
  ricerca in corso dell’Archivio Henning Christiansen\, offrendo al pubbl
 ico un nuovo incontro con un’opera pionieristica che reimmagina il rappo
 rto tra spazio\, suono e natura\, oggi al centro del lavoro dell’Archivi
 o in vista della sua prima pubblicazione ufficiale.\n\n&nbsp\;\n\nCREDITS\
 n\nSYMPHONY NATURA OP. 170\nHenning Christiansen\n\nOriginal work\nHenning
  Christiansen — composition\nLorenzo Mammi — editing and arrangement\n
 \nRe-enactment / 2026 presentation Henning Christiansen Archive\n\nThis e
 vent has been initiated by Luigi Di Bitonto in dialogue with the Henning C
 hristiansen Archive (Thorbjørn Reuter Christiansen and Rachel Dagnall) wh
 o are currently resident at the Danish Institute in Rome. \n\n&nbsp\;\n\n
 L’Archivio Henning Christiansen\, composto da Thorbjørn Reuter Christia
 nsen e Rachel Dagnall\, si pensa come un archivio vivo\, dedicandosi allo 
 studio e alla diffusione del lavoro dell'artista attraverso edizioni d’a
 rchivio\, eventi e progetti espositivi.\n\nHenning Christiansen (1932–20
 08) è stato tra i protagonisti del movimento Fluxus e della ricerca sonor
 a del Novecento\; ha rivoluzionato la pratica musicale abbattendo le gerar
 chie tra compositore\, esecutore e pubblico. Stabilitosi sull'isola di Mø
 n\, nei suoi lavori sonori Christiansen ha fuso arte e vita quotidiana\, u
 tilizzando oggetti comuni come notazione musicale e trasformando lo sparti
 to in un'esperienza fluida e partecipativa.
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CATEGORIES:Installazione
LOCATION:Biblioteca Comunale G. Ceci\, \, Italia
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URL:https://casteldeimondi.com/events/materiale-per-medea/
SUMMARY:Materiale per Medea
DESCRIPTION:Con la colonizzazione inizia la storia europea così come l'abb
 iamo conosciuta finora. Il fatto che il veicolo della colonizzazione uccid
 a il colonizzatore preannuncia la sua fine. È la minaccia della fine che 
 ci attende. La «fine della crescita». - Heiner Müller\n\nA 13 anni dal 
 primo avvicinamento di ErosAntEros a Bertolt Brecht (prima con Sulla diffi
 coltà di dire la verità\, e poi con Santa Giovanna dei Macelli)\, Agata 
 Tomšič affronta il drammaturgo tedesco che più di chiunque altro ha sap
 uto prendere il suo testimone e reinventarlo attraverso i linguaggi  cont
 emporanei: Heiner Müller. Come Brecht\, rivendica l’esercizio della cri
 tica e del dubbio\, afferma lo spazio dell’immaginazione e dell’utopia
 \, ma lo fa scrivendo drammi in cui la dicotomia tra mythos e logos non sm
 ette di intrecciarsi\, creando dispositivi dialettici che avanzano per esp
 losioni\, tra “forme di pensiero taglienti come ferite” ed evasioni de
 ll’inconscio che provocano “nostalgia per una diversa condizione del m
 ondo”. Un teatro in cui lo shock\, il sogno\, la crudeltà\, il grido\, 
 sono strumenti attraverso cui organizzare un'inondazione di materiali di f
 ronte ai quali il pubblico è obbligato a operare delle scelte.\n\nSceglie
 re di lavorare sui materiali da lui composti per la figura di Medea\, vuol
 e dire\, però\, anche affacciarsi a un mito di origini antiche: femminist
 a\, antipatriarcale\, decoloniale\; estremamente potente ed eloquente nel 
 nostro presente. Donna\, madre\, dea\, strega\, amante\, assassina\, ma an
 che migrante\, straniera\, barbara\, schiava\, richiedente asilo\; in fuga
  dalla propria terra\, tradita dall’uomo a cui ha dato fedeltà assoluta
  e da lui privata di tutti i diritti.\n\nComposta in diversi momenti tra i
 l 1949 e il 1982\, la Medea di Müller si sviluppa in tre parti:\n\n- Riva
  abbandonata\, situata a Strausberg\, dove si svolse l'ultima battaglia co
 n i carri armati della Seconda guerra mondiale\, quartier generale dell’
 Armata nazionale popolare della DDR\, “potrebbe essere rappresentata dur
 ante un peep-show”\;\n\n- Materiale per Medea\, “stenogramma di una di
 sputa d'onore all'ultimo stadio” tratto da Seneca\, Euripide\, Hans Henn
 y Jahnn\;\n\n- Paesaggio con Argonauti\, ispirata a Wasteland ed Ezra Poun
 d\, “presuppone le catastrofi che l'umanità sta attualmente preparando
 ”.\n\n&nbsp\;\n\nIn un’intervista del 1983\, l’autore\, rispondendo 
 a una domanda riguardo alla collocazione di Medea in un peep show\, afferm
 a che “il voyeur ha la possibilità di pagare un buon posto da cui osser
 vare indisturbato il maggior numero possibile di catastrofi”. Queste par
 ole sono una chiave  per comprendere lo spazio scenico dello spettacolo e
  il suo rapporto con lo sguardo del pubblico\, specialmente nella terza pa
 rte del lavoro\, dove\, grazie a un ribaltamento di prospettiva\, gli spet
 tatori divengono corresponsabili delle catastrofi in cui viviamo e che ci 
 attendo.\n\nLo spettacolo prosegue il percorso di ricerca vocale-sonora di
  Agata Tomšič manipolando un materiale testuale difficile\, vivo\, scott
 ante\, radicale\, mettendolo in relazione con una particolare ambientazion
 e audio-luci. Per farlo si affida alla collaborazione con Matevž Kolenc\,
  compositore\, arrangiatore e produttore musicale\, nominato ai Premi Ubu 
 2024 insieme alla band cult slovena Laibach per il progetto sonoro di Sant
 a Giovanna dei Macelli.\n\n \n\nLa parola aspra\, arida\, violenta e poet
 ica\, politica e onirica\, di  Müller diventa simulacro di visioni sonor
 e e visive che si aprono a molteplici interpretazioni. Collocata all’int
 erno di una dimensione spaziale particolare\, avvolge gli spettatori in un
 a scena appena visibile\, un mondo che lascia spazio alla potenza immagina
 tiva dell'udito e al desiderio.\n\n- Agata Tomšič / ErosAntEros\n\n \n\
 nNero-buio-assoluto e bronzo-oro-Sole\, sono i protagonisti di un disposit
 ivo visivo dove la luce è dosata con il contagocce per lasciare alla dime
 nsione sonora un ruolo preponderante. Un omaggio alle opere musive ravenna
 ti\, fonte d’ispirazione delle donne fatali di Gustav Klimt e dei quadri
  tattili di Alberto Burri\, icone contemporanee dove il sacro e il profano
  si incontrano\, come nelle origini dell’Imperatrice Teodora\, di Medea\
 , delle Amazzoni\, native delle regioni che si affacciano sul Mar Nero.\n\
 nACQUISTA IL BIGLIETTO SU VIVATICKET\n\n&nbsp\;\n\nCREDITS\n\ntesto Heiner
  Müller\n\ntraduzione di Saverio Vertone\n\nper gentile concessione dell
 ’Agenzia Danesi Tolnay\n\nideazione\, regia\, spazio Agata Tomšič / Er
 osAntEros\n\nmusiche e sound design Matevž Kolenc\n\ncon Agata Tomšič\n
 \ncostumi bàste sartoria\n\ndisegno luci Gianni Gamberini\n\nassistente a
 l movimento Francesca Frani Dibiase\n\ndirezione tecnica e cura degli alle
 stimenti Vincenzo Scorza\n\nconsulenti scientifiche Benedetta Bronzini\, A
 nja Quickert\, Daniela Sacco\n\nproduzione ErosAntEros – POLIS Teatro Fe
 stival\n\nin residenza presso Artificerie Almagià POLIS Teatro Festival\,
  Teatro di Dioniso Officina Anacoleti #ogniluogoèunteatro\n\ncon il suppo
 rto di Internationale Heiner Müller Gesellschaft\n\ncon il patrocinio di 
 Goethe-Institut Mailand\n\n \n\nATTENZIONE: spettacolo consigliato ai mag
 giori di 14 anni\n\n \n\n Agata Tomšič è attrice\, dramaturg\, regist
 a\, direttrice artistica e teorica. Cofondatrice nel 2010 di ErosAntEros\,
  all’interno del quale porta avanti una ricerca vocale-sonora volta alla
  sperimentazione con musicisti e compositori differenti\, quali Davide Sac
 co\, Matevž Kolenc\, Laibach\, Bruno Dorella\, Quartetto Noûs. Formatasi
  con diversi artisti della scena contemporanea (Socìetas\, Schaubühne\, 
 Odin Teatret\, Motus\, Eva-Maria Bertschy\, Living Theatre\, Teatro Valdoc
 a\, Fanny &amp\; Alexander\, Anagoor)\, ha conseguito la Laurea Magistrale
  in Discipline dello Spettacolo dal vivo presso l'Università di Bologna c
 on il prof. Marco De Marinis nel 2014\, continuando a pubblicare i suoi sc
 ritti in libri e riviste (AkropolisLibri\, “Culture Teatrali”\, “Eng
 ramma”)\, tradurre e curare pubblicazioni (Editoria &amp\; Spettacolo)\,
  organizzare e partecipare a convegni internazionali. Con ErosAntEros prod
 uce spettacoli multidisciplinari e di impegno politico con i maggiori teat
 ri europei: Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale\, Slovensko Mladi
 nsko Gledališče\, TNL - Théâtre National du Luxembourg\, Ravenna Festi
 val\, Campania Teatro Festival\, Teatro della Toscana\, TPE - Teatro Piemo
 nte Europa\, Teatro Stabile di Bolzano\, Teatro della Tosse. Dal 2018 codi
 rige POLIS Teatro Festival a Ravenna\, festival internazionale di teatro c
 ontemporaneo\, particolarmente attento alla programmazione europea e alla 
 partecipazione attiva degli spettatori. Dal 2020 è membro attivo di EASTA
 P - European Association for the Studies of Theater and Performance (confe
 renze internazionali Groeningen 2026\, London 2025\, Sitges 2024\, Aarhus 
 2023 Milano 2022\, Bologna 2020). Nel 2023 consegue il Master di II livell
 o in Canto Musica Vocale e Teatro musicale del Novecento e contemporaneo p
 resso il Conservatorio Statale “Giuseppe Verdi” di Ravenna (tra i suoi
  maestri: Alda Caiello\, Mauro Montalbetti\, Marco Baliani\, Marco Di Bari
 \, Antonio Greco\, Andrea Cappelleri\, Francesca Della Monica). Affermando
 si sempre più anche nel ruolo manageriale\, la sua presenza si intensific
 a all’interno di progetti e reti internazionali. Nel 2026 prende la dire
 zione artistica di Mittelfelfest\, a Cividale del Friuli\, per il triennio
  2027-2029.\n\nMatevž Kolenc\, compositore\, arrangiatore e produttore mu
 sicale\, ha iniziato la sua carriera con la band Melodrom\, pubblicando qu
 attro album tra il 2004 e il 2010. Dal 2012 è membro dei Laibach\, con i 
 quali ha composto le musiche di album come Spectre (2014)\, Also sprach Za
 rathustra (2017) e Wir sind das Volk (2022)\, pubblicati da Mute records. 
 Kolenc si dedica anche a colonne sonore per il teatro e per il cinema\, in
  particolare ha composto le musiche per la partecipazione dei Laibach alla
  pièce teatrale Santa Giovanna dei Macelli (2024) diretta da Davide Sacco
  e Agata Tomšič / ErosAntEros\, nomination Premio Ubu 2024 per il miglio
 r progetto sonoro/musiche originali per il teatro. Tra i suoi lavori cinem
 atografici c’è la colonna sonora di Newsreel 63\, opera slovena present
 ata alla Biennale di Venezia del 2016\, e dei successivi film di Nika Auto
 r\, tra i quali Newsreel 242 in concorso agli IDFA nel 2023. Sperimenta an
 che con il sound design\, la registrazione binaurale e le arti multimedial
 i\, collaborando anche con l’artista visivo Michael Saup e pubblicando a
 lbum come il suo EP da solista Particles e l’EP di debutto del suo proge
 tto Kreda\, con Alastair McNeill\, cantautore e produttore\, e Mina Špile
 r\, cantante/artista musicale.
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 , 76123\, Puglia\, Italia
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  BT\, 76123\, Puglia\, Italia;X-APPLE-RADIUS=100;X-TITLE=Spazio Duende (vi
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SUMMARY:Avantgarde
DESCRIPTION:Con Avantgarde\, la NoGravity Theatre celebra vent’anni di sp
 erimentazione scenica portando in scena uno spettacolo che unisce danza\, 
 illusione visiva e arte contemporanea in un’esperienza unica. I danzator
 i sfidano le leggi della gravità muovendosi in uno spazio che diventa arc
 hitettura dinamica\, disegnando figure impossibili tra specchi\, luci e so
 spensioni. Il corpo si trasforma in segno\, energia\, materia poetica. Isp
 irata alle avanguardie artistiche del Novecento — dal Futurismo alle Bau
 haus\, da Loïe Fuller a Nijinsky — Avantgarde è un omaggio al sogno di
  un’arte totale\, dove tecnologia\, teatro e scienza si fondono in un li
 nguaggio visivo potente ed evocativo. Un viaggio onirico tra geometrie e v
 isioni\, in cui la bellezza si fa astrazione e l’armonia diventa vertigi
 ne. Un’esperienza sensoriale che incanta e sorprende\, firmata dalla com
 pagnia italiana che ha rivoluzionato il concetto di spazio scenico.\n\nBig
 lietti su: Vivaticket\n\nCREDITS\n\nNoGravity (Ita/GB)\n\nUn progetto di 
 Emiliano Pellisari. Coreofgrafia di Emiliano Pellisari e Marianna/P
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SUMMARY:L’equilibrio imperfetto dei ricordi - Marco Giallini
DESCRIPTION:Marco Giallini è un grande appassionato e collezionista di mus
 ica rock con una ricca collezione personale di dischi\, e ha preso parte a
  eventi dal vivo dedicati proprio al racconto dei suoi ricordi legati ai v
 inili.\n\nTicket su: Vivaticket\n\nCREDITS\n\nMarco Giallini dialoga con G
 iorgia Battisti\n\nDj set a cura di Marco Cassanelli
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