OP.55, EROICA Omaggio della “Fondazione Lirica Sinfonica Petruzzelli e Teatri di Bari”

A memoria delle vittime del disastro ferroviario del 12 luglio, l’Orchestra del Teatro Petruzzelli, diretta da Roman Brogli Sacher, eseguirà la Sinfonia n. 3 in mi bemolle maggiore op. 55 “Eroica” di Ludwig van Beethoven, una sinfonia composta da 4 movimenti – I. Allegro con brio; II. Marcia funebre. Adagio assai; III. Scherzo: Allegro vivace – Trio; IV. Finale. Allegro molto - Poco andante – Presto.

Una sinfonia completata dal compositore tedesco nel 1804 ed eseguita a Vienna nell'agosto dello stesso anno.
Nel 1817 il poeta e funzionario di Corte Christoph Kuffner (che dieci anni prima per Beethoven aveva scritto i versi della Fantasia per pianoforte, coro e orchestra op. 80) tornò a frequentare il musicista per qualche tempo. Una sera a cena, vedendolo di buonumore, gli chiese quale preferiva delle sue sinfonie. «Eh, eh! L'Eroica», rispose il compositore. E Kuffner, meravigliato: «Avevo immaginato fosse quella in do minore [cioè la Quinta]». «No, no, l'Eroica», confermò secco il tedesco. Aneddoto a parte, che l’Eroica sia la sinfonia preferita dallo stesso Beethoven non deve stupire più di tanto. Fu composta fra il 1802 e il 1804 ed eseguita nell’agosto 1804 a Vienna 8 (il manoscritto originale è andato perduto ma esiste una copia riveduta dall’autore nell’archivio degli “Amici della Musica” di Vienna). In essa il compositore tedesco profuse uno straordinario impulso a vivere con la musica il suo tempo, gli eventi (la Rivoluzione francese, Napoleone), gli ideali (l’umanesimo libertario), i confitti morali e la parabola compiuta di un’arte che intende giudicare, agire, partecipare, dividere sofferenza e felicità, sconftte e vittorie con gli altri. Ciò che fno a quel momento era stato oggetto della flosofa e della poesia drammatica (con Kant, Goethe e Schiller, tra gli altri), nell’Eroica diventa energia pura, improvvisa e incontenibile. La sinfonia fu inizialmente scritta per Napoleone Bonaparte e fumi di inchiostro si sono versati sul colpo di scena che fece poi cambiare idea a Beethoven. Il compositore considerava Napoleone colui in grado di «cavalcare lo spirito del mondo»; ma la dedica sarà disconosciuta in seguito a un impeto di sdegno del musicista, deluso dopo l’incoronazione del Bonaparte a imperatore. Sarà quindi defnitivamente intitolata (in italiano) “Sinfonia Eroica dedicata al sovvenire di un grand’uomo”. Il defnitivo dedicatario, tuttavia, sarà il Principe Joseph Franz Maximilian Lobkowitz, un aristocratico boemo appassionato di musica e buon violinista dilettante che ne ospitò nel proprio palazzo la prima esecuzione. L'immensa architettura del primo movimento è fondata su una prima idea - esposta dai violoncelli e annunciata da due secchi accordi di mi bemolle maggiore - che è germinata dal semplice accordo fondamentale della tonalità di base, inaugurando così un esempio di variazione strutturale che parte da un soggetto ridotto ai minimi termini e sottoposto a un processo di metamorfosi continua, processo che poi sarà molto caro allo stile di Johannes Brahms. Il volume dell'orchestra è vibrante: per la prima volta in una sinfonia vengono usati tre corni e i singoli accordi sono ricchi di sforzati di grande evidenza. Nella Marcia funebre l’affermazione dell’Io nei confronti del mondo sembra invece cedere il posto all'espressione di un dolore universale. Nessuna misura dà mai la sensazione della rinuncia, della sconftta, in una miracolosa espressione di fermezza e di accettazione coraggiosa del destino. Qui la trasfgurazione epica raggiunge l’apice con i rulli dei timpani, le trombe dal suono roboante, il fugato centrale e la melodica divagazione della coda. Le ragioni extra-musicali che sono alla base dei primi due movimenti della Sinfonia sembrano dissolversi nel nulla quando si giunge all'ascolto dello Scherzo e del Finale. Si raggiunge qui un vero e proprio stato di ebbrezza dionisiaca, in netto contrasto con la prima parte dell’opera, dove il discorso era condotto con un’intensità espressiva altissima. E nessuno potrebbe avanzare alcuna riserva sulla gioiosa conclusione dell’opera, espressione di una felicità raggiunta dopo un percorso così tormentato.

(Guida all'ascolto di Livio Costarella)

Roman Brogli-Sacher - Direttore d'orchestra

Nato nel 1966, è Direttore Musicale Generale del Teatro di Lubecca dal 2001 e Direttore Operistico dalla stagione 2007/08. Dopo l’esperienza di primo trombone nell’Orchestra Sinfonica di St. Gallen, diventa assistente del direttore musicale generale John Neschling e contemporaneamente direttore musicale della compagnia teatrale “Stagione d’opera italiana”, con la quale attraversa in tour l’Europa occidentale. Dopo l’esperienza al St. Gallen, viene invitato all’Opera di Halle (Salle) come Direttore principale e assistente del Direttore musicale generale dal 1997 al 2001. Dal 2003 al 2008 dirige regolarmente 9 all’Opera di Stoccarda, nel 2008 Wozzeck al teatro di Berna, seguito da Tannhäuser al Festival di Eutin. L’anno seguente dirige la produzione del Rheingold di Wagner all’Opera di Dublino e si dedica alla Salome al Teatro di Lubecca, occupandosi non solo dell’aspetto musicale ma anche della regia. Nel 2010 dirige la prima dell’ultima parte del nuovo allestimento del Ring des Nibelungen di Wagner, una produzione che suscita interesse internazionale e di cui stato pubblicato di recente il dvd per Musicaphon. Il suo repertorio conta più di settanta opere. Per quanto riguarda l’attività concertistica, ha diretto le più importanti orchestre internazionali tra cui Berliner Symphoniker, Bayerischer Rundfunk, Wiener Symphoniker, Hamburger Symphoniker, l’Orchestra del Teatro Massimo di Palermo, l’Orchestra Sinfonica di Roma, l’Orchestre de la Suisse Romande, le Staatsopernorchester di Stoccarda e Hannover, la China National Symphony Orchestra, la National Symphony Orchestra di Taipei, le Orchestre sinfoniche di Berna, Altenburg, Palma di Maiorca, Cagliari e São Paulo. Numerose anche le registrazioni, fra cui una serie di concerti live con la Filarmonica di Lubecca a partire dal 2007. Nella stagione 2013/14 ha collaborato con le orchestre di Colonia, Parigi, Verona, I Pomeriggi Musicali, la Radio Svizzera Italiana e i Müncher Symphoniker. 

Orchestra del Teatro Petruzzelli 

L’Orchestra del Teatro Petruzzelli è formato da Professori d’Orchestra vincitori di concorso. Dalla sua costituzione il nuovo organico ha ottenuto il plauso unanime di pubblico e critica, riscuotendo l’entusiastico apprezzamento dei direttori che lo hanno guidato. L'Orchestra ha affrontato con successo programmi operistici, sinfonici, cameristici, di balletto, parti da solisti e concerti dedicati ai giovani. Fra i titoli del grande repertorio ricordiamo: Elektra di Richard Strauss, Otello e Falstaff di Giuseppe Verdi, I dialoghi delle carmelitane di Francis Poulenc, La Sagra della Primavera di Igor Stravinskij, Aleksandr Nevskij di Sergej Prokof’ev, Quadri di un’esposizione di Modest Musorgskij, la Sinfonia n. 5 di Dmitrij Šostakovic, il Don Chisciotte di Ludwig Minkus e Giselle di Adolphe Charles Adam. L’Orchestra del Teatro Petruzzelli è stata diretta dal maestro Riccardo Muti nel Concerto “Le Vie dell’Amicizia”, in occasione del Ravenna Festival 2015, un invito riconfermato anche per il 2016.
Nel mese di settembre 2014, in occasione del conferimento del Leone d’Oro alla carriera a Steve Reich, l’Orchestra del Teatro Petruzzelli, diretta da Jonathan Stokhammer, ha partecipato con successo al “Festival internazionale di musica contemporanea della Biennale di Venezia” nell’esecuzione di musiche del compositore americano. Nel mese di giugno 2013, l’Orchestra del Teatro Petruzzelli, ha debuttato al “Festival dei Due Mondi” di Spoleto, diretta da Ivor Bolton, ne Il matrimonio segreto di Domenico Cimarosa.

 

PALAZZETTO DELLO SPORT
02/09/2016
inizio 21:00
ingresso euro GRATIS
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