FESTIVAL CASTEL DEI MONDI: VIOLENCE - STORIA DI DONNE

Una prigioniera e la sua secondina sul palco dell'Auditorium Chicco

27 ago 2013 



Una donna incelofanata, musica roboante al suono di percussioni, sfondo azzurro. Due luci bianche si dipanano da due corpi femminili, un braccio cerca quello dell’altra, si fondono in un unico abbraccio.
E’ la scena di apertura di Violence, Storia di donne, nell’ambito del Festival Internazionale Castel dei Mondi, che ha registrato ieri il tutto esaurito nell’Auditorium Paola Chicco di Andria.
Libera / mente tratto da “Rosaspina” di Michela Andreozzi, per la regia e drammaturgia di Umberto Binetti, produzione Quarta Ipotesi, Violence si svolge interamente in una cella e nel luogo antistante a esso. Ben presto lo spazio non sarà più delimitato da sbarre. Esse scompariranno lasciando alle storie delle due donne il compito di riempire l’intero spazio tra realtà e sogni, tra desideri infranti e violenze giornaliere. Presto sarà il giorno del giudizio ma non sarà certo la giustizia terrena a can­cellare le sofferenze di due creature nate “donna”.
Chiara è una donna in attesa di essere giustiziata per aver ucciso la sua bambina. Un delitto efferato, inspiegabile.
Bruna è la sua secondina che deve seguire, nelle ultime ore di vita, la condannata.
In questo angolo di carcere ai giorni - segnati dal testo attraverso dialoghi stringati, scanditi da dodici quadri, gridati e sommessi, lacerati e delicati, intrisi di realtà e attesa, e dove la danza è l’espressione più forte, voce del corpo e corpo della voce, la musica martella o rilassa - si alternano notti in cui i sogni, i ricordi, i desideri di entrambe prendono vita.
L’intero progetto, reso possibile grazie all’Open Source, a Margherita Pirrazzo, ad Antonio Bufi, attrici Lucia Della Guardia e Nicoletta Tangaro, figlia dell'indimenticato artista andriese Peppino Tangaro, musiche di Sergio Altamura, coreografie di Lucia Della Guardia, spazio scenico, costumi, scenografia e trucco Quarta ipotesi ensemble, è dedicato a Maria Bala, donna che ha subito ogni forma di violenza sotto il regime del dittatore Hoxha in Albania dal 1948 al 1994, anno del rientro in Italia con l’operazione C.O.R.A.
Ad Andria un ringraziamento particolare alla piacevole sorpresa in sala di Amnesty International.