Festival Castel dei Mondi, otto domande al direttore artistico

Sold out gli abbonamenti ad un giorno dall'inizio della rassegna

24 ago 2017 



Ad un giorno dalla partenza, il “Festival Castel dei Mondi” di Andria fa registrare il sold out per gli abbonamenti. In pochi giorni sono state sottoscritte 700 tessere nella segreteria organizzativa ubicata nello Iat di piazza Catuma. A disposizione degli spettatori sono rimasti solo pochi biglietti per i singoli eventi del ricco e variegato cartellone.



La ventunesima edizione della manifestazione viene raccontata dal direttore artistico, Riccardo Carbutti, mettendo in evidenza le caratteristiche della rassegna che si svolgerà ad Andria dal 25 agosto al 10 settembre



1) Riccardo Carbutti, perché lo slogan “il pensiero della città”?



Lo slogan di quest'anno è legato all'utilizzo degli spazi urbani. Non avendo un teatro cittadino, il festival deve necessariamente rivolgersi ai luoghi predisposti ad ospitare il Festival: dal Palazzo Ducale a Castel del Monte, da Piazza Catuma all'Officina di San Domenico, dal centro storico alle periferie . C'è concretamente una estremizzazione del racconto teatrale ai cittadini. E si tratta di un racconto di grandi storie”.



2) Si va anche oltre i confini cittadini?



Anche quest'anno saranno coinvolte altre realtà, allo scopo di allargare gli orizzonti dell'evento coinvolgendo diverse città. In questa edizione sono previsti spettacoli nella vicina Montegrosso, ma anche a Trani, Ruvo e Matera, a dimostrazione della crescita del Festival”.



3) L'obiettivo che si prefigge la rassegna?



Lo scopo è quello di lasciare sul territorio non solo un'atmosfera creativa ma anche una traccia per il futuro, attraverso appunto le grandi storie. A partire dall'epopea del grande west dei fratelli Forman, che tornano ad Andria dopo otto anni, per poi passare alle fiabe raccontate in maniera dark dalla compagnia Kres di Taranto, fino ad arrivare ad un nuovo approccio con la grande letteratura del “Caligola” di Sinisi, oppure alla rivisitazione dell' “Abito nuovo” degli anni '30 di Pirandello e De Filippo. Questo è il racconto che si vuole lasciare agli spettatori”



4) A chi si rivolge il Festival?



Il Castel dei Mondi abbraccia ogni tipo di spettatore, dai ragazzi fino alla tardissima età, perché racconta tutto. Il Festival non deve dare risposte, ma deve dare codici di lettura uguali per tutti. Tutti devono arrivare ad un pensiero base, e a seconda della propria conoscenza potranno costruire il proprio pensiero attorno ad uno spettacolo. La caratteristica del Festival è di dare agli spettatori, la capacità di lettura degli spettacoli a 360 gradi, da quello leggero a quello più profondo”



5) Il cartellone risulta poliedrico?



Il cartellone non ha segmenti. La caratteristica del Festival negli anni, è stata quella di mischiare i generi, e offrire uno spettacolo teatrale che ha nel suo interno richiami alla danza, o alla cinematografia, o al circo. Sempre perché occorre dare uno sguardo più ampio possibile alle arti performative, che non sono segmentate e ingabbiate in settori”.



6) Sdoganato il concetto del teatro come cultura di nicchia?



Lo sforzo dell'Amministrazione comunale e della Regione Puglia, ha permesso di creare un piccolo miracolo. Il contributo assegnato al Festival è importante, quindi è giusto che il cittadino ne possa godere al massimo. La riduzione dei biglietti e gli abbonamenti direi a prezzi popolari, sono la soluzione più adatta per far accedere tutti all'evento”.



7) Si punta a valorizzare i talenti locali?



E' una costante del Festival, quella di individuare gli artisti locali che si sono messi in evidenza e che attraverso il Festival possono ottenere la giusta visibilità. Non per altro la rassegna è arrivata a 21 edizioni, perché negli anni è riuscita ad investire nelle risorse del territorio e ha fatto si che alcuni giovani artisti possano vivere di questo lavoro”.



8) Ci sono anche produzioni del Castel dei Mondi?



C'è soprattutto il sostegno alla produzione dei fratelli Forman sullo spettacolo che già adesso ha il cartellone pieno fino al 2019 in tutta Europa. Questo significa che ovunque andranno, porteranno il nome del Festival e di Andria in locandine e annunci. Inoltre c'è il sostegno al laboratorio di Michele Sinisi e allo spettacolo di Vincenzo Losito. Giusto per ricordarne alcuni”.



 



Ufficio Stampa Locale