Festival Internazionale di Andria XXI Edizione

#ILPENSIERODELLACITTA'

09 ago 2017 Leggiamo e ascoltiamo da tempo, come un mantra, consuete dichiarazioni sfavillanti volte ad affermare la centralità della cultura come motore per il rilancio socio-economico dei territori.

La realtà è purtroppo diversa. Salvatore Settis, commentando la recente relazione dell’Agenzia per la Coesione Territoriale ha analizzato, in un raro esercizio di riflessione sulle politiche pubbliche di investimento, i flussi di spesa 2015- 16 disaggregandoli per aree geografiche e per settori. Per esempio, appunto, la cultura. Per concludere amaramenteche i soldi messi sul sapere continuano inesorabilmente a calare, trascinando il nostro Paese sempre più a fondo nelle classifiche europee.

La Puglia ha dimostrato negli anni che si può invertire questa tendenza.

Il Festival Castel dei Mondi è uno degli esempi di questa inversione. Jean Vilar in una delle sue considerazioni più riuscite, affermava che “Il teatro è un servizio pubblico, e, proprio per questo, non può mettersi al servizio del pubblico, dei suoi interessi più limitati, delle sue passioni più meschine e dei suoi gusti più sguaiati”.

Il Festival Castel dei Mondi non lo ha mai dimenticato.

Giunto ormai alla XXI edizione, il Castel dei Mondi continua a lavorare intorno a progetti semplici ma ambiziosi, nell’intento di innescare riflessioni e soprattutto di attivare connessioni fra mondi culturali diversi.

L’obiettivo è, come sempre, quello di lasciare sul territorio non solo un’atmosfera creativa, ma anche una traccia per il futuro.

La programmazione del Castel dei Mondi 2017, in particolare, proverà a risvegliare le emozioni, lo stupore e la meraviglia attraverso le grandi storie (l’epopea del west, la fiaba, i classici della letteratura), pescando nell’immaginario di tutti noi ed estraendone elementi di pura bellezza, quasi da contemplare. Per poi reimmergerli nella complessità di un teatro grandioso, frenetico e comunitario, per certi versi artigianale e per altri assolutamente contemporaneo.

Nel sollecitare nel pubblico l’incantamento “per le grandi storie” – quelle di cui è intessuta non solo la letteratura ma anche la nostra vita di tutti i giorni

– il Festival ha sviluppato negli annI una sua strada originale: nè tradizionale nè ufficiale, nè d’avanguardia nè presuntuosamente “autoreferenziale”.

Nel segno di una cultura che non rinuncia a essere profonda e complessa, ma che ritiene, con la forza e il colore dell’arte, di poter arrivare a tutti. Nella scommessa che “profondo” e “popolare” non siano due termini in opposizione.

Per finire, i numeri: al Castel dei Mondi del 2017 parteciperanno 21 compagnie, 3 internazionali per 84 repliche complessive.

3 prime nazionali, 5 regionali, 4 concerti,

1 mostra, 2 installazioni, 2 laboratori,

3 conferenze.

Riccardo Carbutti